Domenica 19 aprile: preghiera e benedizione Pasquale nei nostri cinque cimiteri

Alle 9.30 a Sandrigo; alle 10 ad Ancignano; alle 10.30 a Lupia; alle 11.00 a Poianella; alle 11.30 a Bressanvido

Una delle fatiche più grandi e più amare, in questo periodo in cui  abbiamo dovuto e dobbiamo restare nelle nostre case per non far proliferare il contagio da coronavirus, è stata l’impossibilità di celebrare i funerali in chiesa, di poter pregare il Rosario per i defunti, di poter accedere alle tombe dei nostri famigliari per portarvi un fiore e sostare in preghiera.

Per questo i nostri Amministratori comunali hanno pensato di porre due segni belli e significativi, proprio nei confronti dei nostri cimiteri. E altrettanto vogliamo fare come Comunità cristiane, con la Preghiera Pasquale nei nostri cimiteri nella domenica “in albis” 19 aprile.

Perché il 19 aprile? Perché siamo nell’Ottava di Pasqua, nella Settimana Pasquale. Sette giorni che per la liturgia sono un unico grande giorno: quello di Pasqua. Quindi, nella logica liturgica, nella dinamica celebrativa della nostra fede, siamo nell’ultimo giorno dell’unico Giorno di Pasqua. E la Pasqua per i cristiani non è “una” festa importante ma è “la” Festa. È il cuore   pulsante della nostra fede. È il centro, l’origine e il compimento del significato cristiano del vivere. Come Papa Francesco ci ha ricordato con la sua riflessione, che abbiamo letto domenica scorsa su questo nostro foglio settimanale.

In Gesù, vero Dio e vero uomo, nel Cristo Risorto, noi accogliamo il più grande dono di Dio: è vinta la morte. Il nostro vivere e il nostro morire cambiano senso. La vita non è un conto alla rovescia che va a sbattere contro il muro della morte, fine di tutto. Ma è un dono, che nella fede in Cristo Risorto, fa della morte un confine. Non la fine ma un confine! Oltre, fiorisce la Vita Eterna in Dio Carità. La nostra vita, nella sua dimensione spirituale, la nostra anima – oltre la morte – è accolta e trasfigurata in Dio, nella Comunione dei Santi. Da subito, pur se verso la pienezza della Resurrezione ultima alla fine dei tempi. Così, se il nostro vivere fisico termina con la morte, la nostra esistenza personale matura nell’eterna Comunione in Dio. E questo è possibile “per Cristo, con Cristo, in Cristo” Risorto.

Ancor più, in questo tempo in cui non abbiamo potuto celebrare la Pasqua del Signore, è significativo che poniamo “dentro” i nostri cimiteri la Preghiera Pasquale. Anche se purtroppo la celebreremo solo noi preti. Tutti però possiamo in qualche modo parteciparvi e viverla, anche aiutati dal testo della Preghiera che troviamo qui sotto.

Non è solo un gesto di attenzione e delicatezza. È rinnovare la nostra Fede Pasquale. È la Pasqua del Signore Risorto, Speranza che non delude, “gridata” nei nostri cimiteri. Lì dove      l’esperienza della nostra vulnerabilità, del nostro essere creature mortali è più evidente. Vulnerabilità, fragilità, mortalità che, purtroppo con numeri impressionanti, la pandemia virale ci ha messo davanti agli occhi! Anche per questo, anzi soprattutto per questo, la Preghiera Pasquale che faremo nei nostri cimiteri domenica 19, è un Segno con la esse maiuscola; è nutrirci di quella Speranza che non è “farina del nostro sacco”.

 

 

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